Il%20consigliere%20della%20Divisione%20A
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La Squadra

Nino

Crapulli

Nato a Matera

il 15/06/1963

Istruzione
Maturità Tecnica di Ragioniere e Perito Commerciale

Abilitazioni sportive
Diploma Tecnico di Allenatore di Calcio a 5

FIGC Settore Tecnico 1997

Attività da Calciatore
Varie Società di Calcio in Settori Giovanili a Matera sino al 1976. Dal 1983 al 1991 solo Calcio a 5 nel Regionale con Il Team Matera Calcio a 5.


Attività da Allenatore

dal 1991 al 2006 con più di 400 panchine in Campionati Nazionali tra B e A2 con 2 promozioni in B, 2 promozioni in A2, 1 Coppa Italia di B (Prato 2001-02), 8 Coppe Disciplina.

Attività da Dirigente

Responsabile Provinciale Calcio a 5 Comitato Lucano LND dal 1986 al 1992.
Presidente del Team Matera Calcio a 5 2006-2009.
Consigliere Federale Divisione Calcio a 5 dal 2009 al 2016.
Team Manager della Nazionale italiana di Calcio a 5 dal 2010 al 2016:
3° posto e Medaglia di Bronzo ai Mondiali 2012 in Thailandia.  
3° posto e Medaglia di Bronzo agli Europei Croazia 2012.
1° posto e Medaglia D'Oro agli Europei Belgio 2014.

Nino Crapulli, cosa le ha insegnato la sua esperienza da dirigente di società?
"Innanzitutto ho portato con me entrambe le esperienze sia quella maturata sul campo che quella maturata in panchina. Una visione a 360 gradi da punti di vista diversi anche se parti integranti dello stesso mondo. Non credo di essere un politico nel vero senso della parola.  Il dirigente federale dovrebbe esserlo?  No lo so. Il Presidente più importante che la nostra disciplina ha avuto, tempo fa mi ha affibbiato la qualifica di “Consigliere di Campo”, definizione alla quale sono affezionato perché ha inquadrato al meglio la mia attività federale. Poi con la Nazionale, all’indomani del cambiamento (quota italo-oriundi) e di una difficile eliminazione a Debrecen in Ungheria, ho avuto questo incarico. Qui, nonostante le difficoltà delle scelte e un periodo non facile, ho avuto soprattutto la fortuna di fare un percorso con persone di spessore umano oltre che tecnico, superiori che hanno fruttato due terzi posti e la Coppa Europea in Belgio. Qui sicuramente mi è servita la scuola di un ventennio passato con la mia società come dirigente/allenatore tutto fare e grazie all’aiuto insostituibile di pochi esauriti, innamorati del futsal come me, pur con pochissimi mezzi."

Progettualità: questa è la parola chiave, la propensione a mettere in pratica idee concrete e realizzabili, capaci di durare nel tempo, e crescere col tempo. Cosa ne pensa?
"Progettualità è la parola chiave se abbinata a continuità. Noi riteniamo che bisogna innanzitutto partire dalle società, dalle loro problematiche, dalle loro esigenze che variano spesso da zona a zona. I miei otto anni federali passati in lungo e largo per i palazzetti italiani, grazie ovviamente al mio impegno non solo con le Nazionali ma anche nell’organizzare le varie Final Eight, mi ha convinto che le idee, i progetti, possono essere portati avanti e realizzati solo con l’aiuto e l’appoggio di tutti. Noi dirigenti dobbiamo si, essere bravi a fare sintesi e a prenderci le nostre responsabilità che alla fine, forse, scontenteranno sempre una parte ma solo con il coinvolgimento di tutti, potremo scegliere per il bene del Futsal, sbagliando il meno possibile."

Quali saranno le prime tre priorità da affrontare una volta che il nuovo presidente e la sua squadra si saranno insediati?
"Permettimi di citarne solo una che credo sarà la più importante e che ci preoccupa maggiormente. La massima attenzione sulle problematiche che il Covid sta creando e che crediamo lascerà il segno in tante nostre società. Ci riferiamo ovviamente a quelle sanitarie e di un protocollo che, al momento, preoccupa e che non dà risposte efficaci all’effettiva enorme emergenza che questa pandemia sta creando. Comprendiamo le problematiche dei professionisti del Calcio e dei loro milioni, ma il nostro mondo dilettantistico andava tutelato in assoluto. Bisognava aspettare ancora. Non abbiamo i loro mezzi, i loro laboratori a disposizione, insomma i loro soldi che nonostante questo, non li protegge dal virus, figuriamoci le nostre società. Abbiamo di sicuro tanta passione, tanta voglia di ricominciare che però potrebbe costarci qualche errore di valutazione."

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