Il%20consigliere%20della%20Divisione%20A

La Squadra

Antonino

Mallamaci

Nato a Motta San Giovanni (RC)

il 13/08/1961

Istruzione
Laurea in Scienze Bancarie e Assicurative

Abilitazioni sportive
Allenatore Calcio a 11

Attività da Calciatore
Partecipazione a campionati dilettantistici minori

Attività da Allenatore
Massimo Campionato raggiunto Promozione Calabrese

 

Attività da Dirigente Sportivo
- Direttore Tecnico ASD POL MOTTA Prima Categoria e Promozione calabrese - Calcio a 11
- Presidente KALABRIA Calcio a 5 Serie D regionale 2002/2003
 

 

- Vice Presidente CADI REGGIO CAL, Vincente Campionato CALCIO A 5 di A2 girone B 2003/2004- Presidente LAB INFISSI REGGIO Campionati calcio a 5 di Serie A dal 2004 al 2007

- Dirigente POLISPORTIVA FUTURA dal 2010/2011 al 2018: 2012/2013 Vincente Campionati Regionali Serie D e Coppa di categoria; 2013/2014 Vincente Campionato Regionale di C2 Coppa di categoria e Supercoppa Calabria; 2014/2015 Vincente Campionato di Serie C1, Coppa di categoria, Supercoppa Calabria, Coppa Italia Nazionale; dal 2015/2016, Campionato di Serie B.
 

Portavoce Territoriale Divisione Calcio a 5, nominato su proposta dell’ex presidente Andrea Montemurro dal Novembre 2018 a Giugno 2020

Un nome, una garanzia. Per chi conosce la storia del futsal italiano Nino Mallamaci è sinonimo di passione, competenza, carisma e preparazione. Lo storico dirigente calabrese è al fianco di Antonio Dario nella squadra di We For Futsal per cercare di regalare al calcio a 5 italiano una governance nuova, fresca, preparata, onesta e trasparente. Mallamaci inizia il suo percorso in questo mondo ad inizio degli anni Duemila, promuovendo in ogni sua forma la disciplina sul territorio calabrese. Tanti anni al timone di società importanti, lo hanno universalmente portato ad essere riconosciuto come un dirigente serio, preparato e mosso da una viscerale passione per il mondo del pallone a rimbalzo ridotto.


Nino Mallamaci, cosa le ha insegnato la sua esperienza da dirigente di società?
Mi piace evidenziare che nel calcio a 5 ho avuto esperienze in tutte le categorie, sia regionali che nazionali, vivendo in prima persona le emozioni che può vivere un dirigente di società sportiva. Una lunga esperienza, maturata con confronti continui con tutte le categorie di persone che orbitano nel nostro mondo sportivo. Esperienze vissute con tecnici, calciatori, colleghi presidenti e dirigenti di tantissime società sparse su tutto il territorio nazionale. Con tutti un filo conduttore: “IL RISPETTO”. Rispetto nei confronti dei calciatori che svolgono una professione che sfocia nel rispetto degli impegni assunti dalle società nei loro confronti. Rispetto nei confronti dei tecnici che svolgono una professione che come i calciatori sfocia nel rispetto degli impegni assunti nei loro confronti. Rispetto nei confronti dei dirigenti che settimanalmente utilizzano il loro tempo affinchè tutto vada per il meglio. Rispetto massimo nei confronti dei presidenti che si assumono gli oneri di mandare avanti una società sia dal punto di vista organizzativo che soprattutto economico. Sono loro i veri motori di questa disciplina, senza di loro non esisterebbe. Essendo stato uno di loro conosco bene i loro pensieri, lo stress e l’impegno necessario in ogni categoria per far sì che le cose vadano sempre nel verso giusto, sacrificando spesso famiglia ed altro. Tutto questo mi ha insegnato che senza rispetto, passione, impegno far parte di questa disciplina è veramente difficile.

Progettualità: questa è la parola chiave, la propensione a mettere in pratica idee concrete e realizzabili, capaci di durare nel tempo, e crescere col tempo. Cosa ne pensa?
“Considerato il periodo difficile che stiamo vivendo, in clima di quasi impotenza nei confronti degli avvenimenti, è chiaro che diventa sempre più difficile mandare avanti una società sportiva senza una efficace progettualità. Sembrano parole scontate, parole che si sentono da più parti, ma che bisogna ora più che mai mettere in pratica. Alla base ci deve essere la pazienza, mettendo in secondo piano in una fase iniziale il risultato sportivo, sia nelle realtà in cui i territori non offrono la possibilità di reperimento di fondi da sponsorizzazioni varie, sia in quelli che vivono in territori più evoluti da questo punto di vista. Troppe squadre negli ultimi anni hanno badato prima di tutto al risultato e nel giro di qualche anno sono sparite dal panorama, non continuando nemmeno l’attività con i settori giovanili. La progettualità non può prescindere infatti da un settore giovanile organizzato e da tecnici preparati specializzati nella nostra disciplina, che possano indirizzare e far crescere piccoli atleti che domani dovranno essere gli interpreti principali delle prime squadre. Sarebbe troppo facile aggiungere nella progettualità l’opportunità di un palazzetto di proprietà o da avere in gestione. Mi rendo conto però che la cosa è molto difficile, considerata la difficoltà dell’impiantistica sul territorio nazionale, soprattutto al sud”.

Quali saranno le prime tre priorità da affrontare una volta che il nuovo presidente e la sua squadra si saranno insediati?
“Se con il nostro gruppo che ha a capo Antonio Dario avremo l’onore di essere la nuova governance del calcio a 5 la prima cosa da fare è quella di dare alle società la serenità che negli ultimi mesi è mancata. Serenità che passa prima di tutto dalla trasparenza dei conti della Divisione, che servirà alle società a capire in quale direzione si va. Riprendere il percorso mediatico che ha caratterizzato gli ultimi quattro anni, portando ad una visibilità senza precedenti per tutte le categorie, riconsegnando alla Serie A il palcoscenico che le compete. Istituire già per la stagione prossima una premialità per chi utilizza i giovani del settore giovanile, basata sull’effettivo utilizzo in campo. Obiettivo che si raggiunge grazie ad un regolamento chiaro e preciso che abbiamo già definito. Premi per chi lavora in questo senso e che si ricollega alla progettualità di cui abbiamo parlato.
Miglioramento degli uffici della Divisione. Vale a dire convogliare la mole di lavoro fatta dai dipendenti, in una nuova organizzazione che porti gli uffici della Divisione ad essere ancora più efficienti. Ciò dovrà portare a dare risposte immediate alle società. A questo si arriva con la valorizzazione delle risorse che dovranno avere precise responsabilità”.

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