• Fabiana Di Nardo

ALTALENA DI E… “MOZIONI”

Updated: May 14

Né vincitori, né vinti. Solo un pieno di caos e confusione, di responsabilità rimbalzate, di chiarezza omessa, di silenzi assordanti. Restano i Comunicati. Un susseguirsi di note e regole, poi smentite. Di criteri stabiliti e poi derogati. E diventa troppo facile appellarsi alla pandemia, alla variabile impazzita del Covid a “gestire” scelte e decisioni. Troppo facile.


Qualcosa – è evidente – nelle ultime settimane è mancato. Un palese difetto di comunicazione, di cui, è necessario qualcuno si prenda la responsabilità e, magari, ci metta finanche la faccia per spiegare. Sarebbe giusto farlo nei confronti delle società, che siano di Serie A, di B o A2. Senza rinviare ad “Un successivo comunicato” o ad un “Data da stabilirsi” nell’evidente tentativo di prendere tempo e trovare la “Pezza al buco”. Le società. Ancora loro. Tutte vittime (in)consapevoli di un meccanismo che ha dimostrato qualche crepa di troppo. Nella storia delle ultime settimane - quella che parte dal comunicato di regolamentazione per la disputa di play-off e play-out, quella dove la regola è “Si gioca anche in caso di positività riscontate e anche in caso di disposizioni contrarie delle Asl”, ecco, in questa storia non vince nessuno. Perché la regola del “A tutti i costi i campionati vanno ultimati entro il 30 giugno”, è ovvio, ragionevole ed evidente, non possa funzionare. Non senza considerare le variabili del caso e la necessità di disciplinarle. Cercare la soluzione più facile è stata – sembrerebbe - la scelta applicata, quella che ha reso scontenti tutti e che ha finito per penalizzare tutti. Incredibile ma vero. La sensazione è che nella stesura dei comunicati ci si sia appellati quasi alla sorte, un “Che Dio ce la mandi buona”. Ed invece, non è andata propriamente così. E quando – invece – il caso ci ha messo lo sgambetto, all’atto delle scelte, si è generato un tale pandemonio che ha finito per mettere a rischio la stessa conclusione dei campionati. Insomma, proprio quel pericolo dal quale si voleva scampare. Ed ecco, allora, che si torna al punto di partenza. Non c’è un vincitore. Non vince Padova, che - sì - ottiene il risultato più ragionevole dalla Corte d’Appello sulla riammissione in gioco e la riabilitazione nei play-off, ma si becca sanzione e deferimento per il presidente Morlino. Per quali colpe, precisamente?! Per aver fatto notare di avere ragione. Così come alla fine è stato accertato?!. Non vince Eboli che si trova costretta a doversi difendere da un vantaggio che - è ovvio – non abbia chiesto. Eppure, deve delle spiegazioni. Incredibile. Lo fa il numero uno Di Domenico chiaro, diretto e lapidario: “Contenti di giocarci il passaggio del turno sul parquet”. Poche parole che silenziano tutti. Finalmente. Finiscono nel vortice anche Aniene e Mantova. La prima a chiedersi “Che valore abbiano i comunicati”, la seconda a dover gestire contagi nel gruppo squadra e dover quasi “scusarsi” per quanto accaduto. Ah! In questo caso è chiaro che – nel rinvio del play-out - l’isolamento fiduciario disposto dalla Autorità sanitaria, abbia avuto - come ovvio sia – più peso del comunicato della Divisione (ricordate Juve- Napoli? Quel caso avrebbe dovuto fare giurisprudenza). In questa storia di Comunicati e contro-Comunicati, perdono tutte le società di B e A2. Perché se decidi di non decidere, è facile comprendere come i club si sentano sbeffeggiati – doppiamente. Cosa significa esattamente sospensione dei play-out e non annullamento?! (Puntualizziamo che nel caso della serie A2 femminile, c’è solo un posticipo delle date di disputa degli spareggi per non retrocedere, come da comunicato ufficiale 1308. Cui prodest?). Eppure delle risposte andrebbero date. Prendiamo ad esempio il caso del girone A della serie A2. Guardate bene la classifica e pensate. Il Prato è difatti già retrocesso (Senza possibilità di spareggio visto il distacco -13 dall’Aosta). In caso di play-out annullati per tutti, qui, varrebbe l’eccezione. Immaginiamo di sì. E al Bubi Merano chi glielo va a spiegare, dal momento che quando ha deciso di mollare il campionato aveva più punti del Prato? Allora, perché non decidere e fissare regole ma rinviare tutto e ancora ad un “Successivo comunicato”’?! Senza considerare che il vociare che arriva dagli ambienti di Piazzale Flaminio parlerebbe di annullamento. Sussurri che prendono toni dell’’insistenza, nelle ultime ore. Il non decidere resta comunque, un’ulteriore perdita di tempo. Che manca di dare risposte certe e tempestive e alimenta malumori, ancora una volta. Ne’ vinti, né vincitori. Solo tanta confusione, figlia di un difetto di comunicazione che andrebbe corretto. Ora! Almeno in questa direzione, si potrebbe guadagnare un po’ di tempo utile e correre subito ai ripari. Nel frattempo si salvi chi può ( magari anche senza giocare....).


Fabiana di Nardo

per We For Futsal









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