• Giulia Serra

SOGNI INTERROTTI, MARIA LAURA TI ASPETTIAMO PIÙ FORTE DI PRIMA!

Sarebbe stata l’estate più bella di sempre per María Laura Fuhrmann, argentina classe ’89, da un anno e mezzo al Città di Capena.

La serie A italiana in una squadra alle porte della Capitale. Per una ragazza di 31 anni è già un piccolo sogno.



Dopo una splendida stagione e una grande Coppa Italia, arriva la prima convocazione con la Nazionale Albiceleste con la quale avrebbe fatto una tournée negli Stati Uniti. Come avrebbe potuto giocare a settembre la prossima Coppa Libertadores con la squadra del cuore, la Ferro Carril Oeste, dove è cresciuta e sarebbe tornata, in un quartiere di Buenos Aires. Tutti i sogni di Laura si sono però interrotti domenica pomeriggio contro il Montesilvano, quando il ginocchio di Eva Ortega (non volontariamente, si intende), le ha spezzato lo stinco di netto. Lacrime, dolore e urla strozzate, un po’ come i sogni di una giovane trentunenne al suo primo anno e mezzo in Italia. Tanta sfortuna per Laura che ha anche passato le ore seguenti tra ospedali e pullman, alla ricerca di una barella e di un posto letto. Già perché nella tragedia, si è consumata un'altra tragedia, quella di trovare assistenza per Laura. “A Pescara non c'erano posti letto – ci ha raccontato Damiano Basile, dirigente del Capena – e con l’aiuto prezioso di Giovanni Troilo siamo riusciti a far fare alla ragazza una prima ingessatura per portarla con il pullman al Sant’Andrea di Roma. Posso solo immaginare il suo dolore con le ossa rotte e in continuo spostamento, poverina, ma non avevamo scelta”.

Da Pescara fino a Roma, alle prime luci dell'alba: “Erano le 3, le 4 di mattina ormai quando siamo arrivati al Sant’Andrea, ma anche lì abbiamo trovato una situazione davvero assurda. Non c'erano posti letto ma neanche barelle; poi per fortuna abbiamo incontrato un infermiere bravissimo che ci ha dato una mano a tirare fuori Laura dal pullman e l'hanno tenuta in un corridoio su una barella fino alla mattina di lunedì. Nella giornata di mercoledì dovrebbero operarla per ricomporre la frattura di tibia e perone”.


“Ho capito subito che era una lesione importante, il dolore è il primo campanello di allarme. In quel momento in testa passa di tutto: non poter giocare i playoff, la nazionale, il ritorno in Argentina. Oggi però sono un po’ più tranquilla, penso solo a recuperare bene e a tornare più forte di prima”.



Una marea di pensieri misti a dolore, come ci ha raccontato proprio Laura con poche parole: “Ho capito subito che era una lesione importante, il dolore è il primo campanello di allarme. In quel momento in testa passa di tutto: non poter giocare i playoff, la nazionale, il ritorno in Argentina. Oggi però sono un po’ più tranquilla, penso solo a recuperare bene e a tornare più forte di prima”.

Noi di We For Futsal facciamo un grandissimo in bocca al lupo a Maria Laura così come ha già fatto tutto il futsal italiano, sia squadre che avversarie. L'operazione si terrà mercoledì al Sant’Andrea.

Tornerai più forte di prima!


Giulia Serra

per We For Futsal