• Francesco Penta

CHE TUTTO CAMBI PERCHÈ NULLA CAMBI

Non é la prima volta che si verifica un avvicendamento nel Consiglio di Presidenza della Divisione.


Era accaduto con Antonio Dario che subentrava a Leonardo Catarci sotto la presidenza Tonelli, ma quello fu un avvicendamento per c.d. naturale (e condiviso anche dall'avvicendato che per impegni politici non poteva piú occuparsi di futsal). Tant’è che, nel successivo mandato, il consiglio di presidenza riconfermó Dario al suo posto di vicepresidente, con Zaccardi e Tonelli alle cariche piú alte.

Diverso é stato invece l'avvicendamento fra Gabriele Di Gianvito e Farabini sotto l'ultima presidenza di Montemurro. Diverso perché sintomo della profonda spaccatura all'interno del Consiglio Direttivo che - a dire il vero - ha sempre caratterizzato quel mandato ma che - indubbiamente - ha rappresentato l'inizio...della fine. Una brutta fine (commissario, denunce, procura tribunali...); viene il maldistomaco anche solo anche ad evocarlo!

Ora, come interpretare l'avvicendamento di oggi dopo appena otto mesi dall'insediamento di un gruppo che aveva vinto compatto le elezioni? "Ha vinto la logica del branco unito e compatto che ha scelto me (fuori dal futsal) come loro capo, ma il merito é stato unicamente di quel branco per la raccolta dei consensi" piu o meno queste le parole del neoeletto presidente all'esito della tornata elettorale. Ora quel "branco" che aveva al suo vertice come leader nascosto Zaccardi primo elemento di traino durante la campagna elettorale ed elemento di vera e propria punta nel breve periodo di governo - atteso che aveva assunto la poltrona piú alta dopo quella del Presidente (V.P. vicario) ed anche nelle occasioni istituzionali piú volte aveva rappresentato la divisione (contro ogni abitudine) facendo le veci del Presidente ( leggasi consigli di lega, premiazioni etc) - ebbene, quel “branco” gli si é rivoltato contro.


Sì, perché per la sostituzione del Vicepresidente vicario vota l'intero consiglio direttivo che evidentemente ha cambiato direzione disconoscendo la leadership di Zaccardi. Perfino il fido Scocca che ora si é accomodato sulla poltrona di vicepresidente e quindi ha beneficato per primo del ribaltone. Ma al di là degli aggiustamenti di poltrona, quello che preoccupa e deve preoccupare é il segnale negativo di questo ribaltone che lascia presagire poca compattezza e poca unitarietá di intenti (o forse di ambizioni), unita alla pochezza delle idee, se è vero come si mormora, della sonora bocciatura della riforma dei campionati proposta dalla Divisione alla Lega. Per inciso proposta poco, o per nulla, condivisa con i destinatari ( le societá) di questa riforma ed anche questo la dice lunga sul metodo di lavoro del nuovo governo del Futsal.

Dopo le feste e i lustrini, peraltro ben riuscite, ci si aspetta qualcosa di concreto. Perché come dice il Presidentissimo (Malagó ndr) tutti i piatti sono buoni a raccontarli ma poi si devono cucinare…


Francesco Penta

per We For Futsal










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