• Alessandra Monforte

Resilienza – DPCM – Da poco cresce molto

Nasce a luglio 2020, in piena emergenza CoVid-19, la Futsal Basic Academy. Non una semplice scuola di Calcio a 5, ma molto di più.

L’Accademia, infatti, mira da subito a configurarsi come una vera e propria “scuola di vita” includendo nel proprio progetto diversi settori che concorrono allo sviluppo del bambino: psicologia dello sport, nutrizione, prevenzione degli infortuni e molto altro, allo scopo di sviluppare tutti i mezzi necessari che portino i piccoli atleti verso un’unica meta: il benessere psicofisico. Un concetto, al tempo stesso, da affrontare in un clima teso, in cui vengono meno tanti aspetti che si dimostrano fondamentali nel mondo infantile, primo tra tutti il contatto umano.

La Futsal Basic Academy ha dovuto affrontare sin dalla sua nascita la situazione di emergenza globale in cui ci troviamo, e l’ha fatto senza mai tirarsi indietro, per il bene di ogni piccolo atleta che ogni giorno, mettendo piede in campo, ha saputo dimostrare che valeva la pena continuare a lottare.

Questa situazione ha avuto sin da subito un impatto negativo sullo svolgimento delle attività, per via del timore diffuso che ha portato molti iscritti a non prendere parte agli allenamenti, a questo si aggiunge l’impossibilità di svolgere la disciplina nel suo ambiente madre. Sappiamo, infatti, che il Futsal è uno sport indoor, e come tale non potrebbe essere svolto sul campo in erba sintetica, ma ad oggi questa si dimostra essere l’unica soluzione per continuare le attività. Tale restrizione si è dimostrata tanto più negativa con le fasce di età prescolari, per cui gli spazi ampi del campo esterno non hanno sempre consentito il regolare svolgimento delle attività, per via dei troppi stimoli che attirano l’attenzione del bambino. A questo possiamo aggiungere la difficoltà di svolgere le sedute nei mesi invernali, che non ci hanno risparmiato dal punto di vista del clima e ci hanno spesso costretti a rinvii, annullamenti, rimodulazione delle attività, sforzi supplementari a quelli già messi in atto.

Sappiamo bene che la pratica dell’attività fisica, se acquisita nell’infanzia, tende a diventare parte integrante del nostro stile di vita, andando ad aiutare lo sviluppo di comportamenti positivi che perdurano nel tempo e che possono avere influenza sulla salute nelle età successive. Numerose ricerche scientifiche, difatti, dimostrano che svolgere attività fisica con regolarità promuove la crescita e lo sviluppo nell’infanzia, con molteplici benefici per la salute mentale, fisica e cognitiva, funzionali al raggiungimento di uno sviluppo armonico. La partecipazione ad attività motorie può essere inoltre di supporto allo sviluppo sociale dei bambini, offrendo loro opportunità per l’espressione personale, la costruzione dell’autostima e l’integrazione sociale. Attuare tutto ciò nel periodo dell’emergenza CoVid è una vera sfida, non solo per le nuove regole basilari di cui tenere conto (quali distanziamento sociale e svolgimento delle attività all’aperto), ma anche e soprattutto per l’organizzazione che ruota attorno a tutto ciò, un’organizzazione che può subire modifiche nell’arco di settimane, se non giorni. È per questo motivo che non ci stupiamo se, guardandoci attorno, vediamo l’interruzione di tante, troppe attività in ambito giovanile, ma è stata proprio questa situazione a spingerci ogni giorno a continuare il nostro percorso, nel rispetto di quanto il bambino deve fare per crescere in maniera sana.

Isolamento sociale, mancanza di contatto fisico, didattica a distanza. Questa è la situazione che i nostri bambini si trovano a vivere da un anno a questa parte, con serie conseguenze sul loro sviluppo.

Difatti, è noto che in bambini e ragazzi il lockdown come situazione di confinamento ha determinato una condizione di stress accompagnata da irritabilità, alterazioni del sonno e disturbi dell’ansia, con ripercussioni significative a livello fisico, emozionale e psichico. L’infanzia, in particolar modo, è il periodo in cui i bambini imparano a gestire le situazioni sociali, a stare con gli altri, a rispettare i turni, a sviluppare le abilità di comunicazione e a tollerare le frustrazioni, semplici ma fondamentali azioni per uno sviluppo sano. Nello svolgimento delle attività in questi mesi, abbiamo potuto notare, soprattutto nelle fasce di età più piccole, la mancanza di ogni singolo aspetto: i bambini si dimostrano restii all’esplorazione del mondo che li circonda, all’apprendimento delle regole, ad affrontare la sconfitta. Al distanziamento sociale si accompagna, poi, la mancanza di contatto fisico, fondamentale per lo sviluppo dell’empatia. Di fronte a questa situazione, l’Accademia si è attivata integrando nel gruppo la figura dello Psicologo dello Sport presente nel Team, ed affrontando, laddove necessario, quelle situazioni difficili da districare in questo particolare periodo.

Passione: questo l’unico termine per giustificare quanto è stato fatto.


Se non ci fosse stata passione da parte di ogni singolo collaboratore, niente sarebbe stato possibile. Ed è grazie alla passione, alla grinta, allo spirito di sacrificio, che ogni sforzo è stato ripagato. In questi mesi siamo riusciti a trascinare il nostro piccolo gruppo, trasmettendo ai bambini la voglia e la costanza di continuare il percorso insieme, e siamo stati felici di vedere come loro abbiano percepito il messaggio e si siano impegnati ad affrontare la situazione con noi.

Non è stato facile, anzi, a volte è stato molto difficile e continuerà ad esserlo, tra improvvise chiusure, riaperture e piani di riorganizzazione nel rispetto delle norme. Proprio in questo periodo abbiamo lanciato una sfida ai nostri bambini, per combattere la sedentarietà portata dalla DaD ed invogliarli a praticare attività fisica. Abbiamo riscontrato infatti, dopo le settimane di chiusura in occasione delle festività pasquali, un notevole peggioramento delle abilità motorie al ritorno sul campo. È noto come la sedentarietà aumenti notevolmente i rischi per la salute mentale e fisica, per cui la promozione di quest’ultima diventa un obiettivo prioritario, svolto da parte dell’Accademia attraverso la costante attenzione a tutti i determinanti che possono contribuire a costruire la salute come risorsa di vita.


La domanda che ci poniamo ormai da settembre è “Ce la faremo?”, ma la risposta è sempre la stessa: non ci arrenderemo mai, per il bene di ciascuno dei nostri piccoli campioni.


Alessandra Monforte

per We For Futsal



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