• Antonio Dario

RESTART, QUELLO VERO! PORTE APERTE E TIFO CALDO

Quadrangolare appena concluso. Un piccolo assaggio di quello che ci aspetta nell'imminente inizio di campionato.

I colori della Samp che riempiono sempre gli occhi anche dentro un palazzetto, i giovani...ssimi dell'Aosta che non finiscono mai di stupire, la tradizione dell'Arzignano che, mai doma, si rinnova ad ogni inizio stagione partendo dalle sue colonne portanti, il nuovo che avanza dello Sporting Altamarca che offre un'idea di managerialitá giá a buon livello.

Ma soprattutto il pubblico, i tifosi tutti "greenpassati" e felici di godere, in due giorni di gare, delle magie di Pascual, delle evoluzioni acrobatiche di Pozzi, della concretezza nelle giocate di Foti e dei recuperi di Baron.

Giá, il pubblico! Quello che incita, che fischia e si dispera, che urla di gioia o di disperazione, a volte anche irrequieto ma pur sempre parte fondamentale e immancabile di un evento sportivo.

Perché lo sport, come tutte le altre manifestazioni del genio umano, si compone di due elementi: quello di chi ha la fortuna di possedere l’arte del gesto artistico, il dono del talento e quello di chi gode, apprezza e segue dal vivo queste espressioni, le vive come proprie, rendendole personali e riflettendole come uno specchio fino a farle diventare… emozioni. L'uno elemento dipende dall'altro, l'uno si alimenta dall'altro.


Il lookdown imposto dalla emergenza sanitaria aveva separato le due anime dello stesso corpo, lo sport era andato avanti ma...non era piú la stessa cosa, per gli atleti e per i tifosi.

Le partite e gli eventi sportivi - tutti vissuti davanti uno schermo e fuori da stadi e palazzetti - snaturati della vera essenza dello sport.

Sono tornato la settimana scorsa dopo due anni allo stadio, in un grande palcoscenico come quello di San Siro, dove queste due anime (atleti e tifosi) hanno la loro massima sublimazione per l'esperienza Italiana nello sport piú diffuso. In una gara per c.d. ordinaria di campionato, non particolarmente spettacolare.

Ciononostante, negli occhi di mio figlio (20 anni) e in quelli dei miei due fratelli maggiori (72 e 65 anni) tutti amanti dello sport e tifosi di quei colori, ho visto la stessa luce, ho respirato la stessa passione in generazioni anche lontane fra di loro.

Ho visto, guardato, osservato. Ho visto un momento di vera, genuina ed esplosiva gioia. Ho guardato il campo e gli atleti, ho osservato l'inchino di un giocatore al suo pubblico, ai suoi tifosi, il suo ringraziamento per quel momento di gioia infinita, anche la sua.

Come due specchi (atleti e tifosi) che riflettono l'uno verso l'altro le vibrazioni di passione, di emozioni, di gioia.

Se a privarci di tutto questo é una emergenza sanitaria straordinaria e temporanea, passi, ma se siamo noi a scegliere di togliere ( o limitare fortemente) l'effetto di uno dei due specchi, privando atleti e tifosi della loro travolgente sinergia, credo - e non smetteró di ripeterlo - sia un errore che non pagherá nè oggi, nè nel lungo periodo.


E allora… è davvero tempo di Restart, quello vero. Porte aperte e tifo a casa.



Antonio Dario

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